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Mario del Monaco nacque
il 27 luglio del 1915 a Firenze, da padre napoletano e madre
fiorentina. Dopo aver trascorso l'infanzia e parte della fanciullezza
a Cremona, nel 1924 egli dovette trasferirsi in Libia , ove il
padre, funzionario statale, era stato inviato dal Governo. Questa
sorta di esilio durò quattro anni, al termine dei quali
la famiglia si stabilì a Pesaro, soprattutto per l'insistenza
del padre che, amante della lirica, aveva pensato alla città
natale del grande Rossini, il cui Conservatorio Musicale diretto
da Pietro Mascagni, godeva di grande reputazione.
Su 180 concorrenti, ne vengono scelti cinque a pari merito, tra questi, Rina Filippini, che per lui diventerà ben più che una collega, infatti si fidanzarono e dopo cinque anni, nel giungo del 1941 si sposarono.
Il periodo successivo
vide peró il giovane tenore entrare in una profonda crisi
dovuta al cattivo utilizzo della sua voce, e Rina lo consiglia:"torna
dal tuo maestro Melocchi, prima che sia troppo tardi". Così
fu, ma il Maestro non volle ascoltarlo, dice." ti avevo
avvertito che ti avrebbero rovinato, la tua è una voce
eccezionale e da tale doveva essere trattata. Con la continua
insistenza di Rina il Maestro accettò di riprendere il
suo vecchio allievo ed in sei mesi,Mario ritrova in parte la
vera strada. Nel 1939 Mario del Monaco, prima della chiamata
alle armi, debuttò in Cavalleria Rusticana nel Teatro
Comunale di Cagli, partito, per sua fortuna lo assegnarono a
Milano all'autocentro, il comandante era il colonnello Gino Ninchi,
fratello di due grandi attori. Egli amava il teatro, l'arte,
la musica e cominciò ad avere interesse per quel giovane
che sentì cantare. Il Corpo dell'autocentro parte per
l'Albania e la Russia e del Monaco chiede al colonnello di essere
aggregato alla sua compagnia. "Non forzare il destino -
rispose il colonnello - se ti chiameranno partirai anche tu;
del resto sei un patrimonio del nostro Paese e servirai molto
alla tua Patria con la tua voce unica, per rappresentarla nel
mondo". A Milano la sua carriera prese la piega giusta poichè
l'impresario del Teatro Puccini, folgorato dalla sua voce nel
corso di una audizione procuratagli da quella che doveva diventare
la donna della sua vita, Rina Filippini, decise di scritturarlo
per quattro recite di Madama Butterfly (1941) Nel frattempo era
peró scoppiata la guerra e naturalmente l'attività
artistica non poteva che risentirne e con essa l'attività
di del Monaco, che riprese a pieno ritmo soltanto nel 1946 allorchè
egli esordì con grande successo all'Arena di Verona dopo
aver declinato l'invito rivoltogli dalla Scala, per la Traviata.
Molte furono le tappe importanti della sua carriera, ma un posto
a parte merita l'edizione scaligera di Andrea Chenièr,
del 1949, approntata per la commemorazione della morte del grande
Umberto Giordano e diretta da Victor De Sabata, Del Monaco è
il prescelto, lo stesso Giordano, nel 1946 lo aveva preparato
al debutto, annotandogli sullo spartito tutte le modifiche che
gli aveva consigliato.Per l'occasione, e data la grande attesa
per l'avvenimento, la direzione della Scala decise di diffonderlo
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